LB2F_068_Coltivazione massiva di alghe per la produzione di biocombustibili

Per partecipare al concorso i progetti vanno inviati entro:

Progetto presentato da: Maria Vadalà

 

La mia business idea consiste nella coltivazione massiva di alghe per la produzione di biocombustibili. Come leggiamo spesso nei giornali, network, i principali problemi del mercato nazionale e internazionale sono:
1.esaurimento delle materie prime,
2.aumento dei prezzi del petrolio,
3.carenza d’acqua,
4.inquinamento ambientale.

Le alghe sono organismi vegetali unicellulari che per la loro crescita necessitano di sali nutritivi, luce, acqua e CO2 e possono essere applicati in diversi settori di mercato:
•settore farmaceutico, per la produzione di integratori,
•settore cosmetico, per la produzione di prodotti per la cura e il benessere del corpo,
•settore alimentare per la produzione di pasta,
•settore delle energie rinnovabili, per la produzione di biocombustibili e questo è il segmento di mercato dove concentriamo la nostra attenzione.

 

I prodotti ricavati da microalghe hanno un mercato potenziale a livello mondiale dell’ordine di 25-50 miliardi di dollari all’anno. Si stima una resa possibile tra i 1000 e i 20000 litri di biocarburante per ettaro in funzione naturalmente della specie di alga coltivata. Calcolando che il potenziale di produzione negli USA si può aggirare intorno ai 8-16 milioni ettari, questi potrebbero produrre abbastanza alghe per sostituire il petrolio e lasciare all’agricoltura 180 milioni di ettari di terreni agricoli per uso alimentare. Le aziende competitors sono essenzialmente distribuite nell’area extraeuropea, sebbene alcune imprese possano essere localizzate nell’area nazionale ed europea. La maggior parte delle aziende che contribuiscono allo sviluppo di biocarburanti algali sono localizzate in America (78%), mentre la restante parte è distribuita in Europa (13%) e nel resto del mondo (9%).

I potenziali clienti sono: l’ENEL, impegnata negli ultimi anni nel progetto di fonti rinnovabili, la Green-power e le raffinerie, dal momento che 4/7 delle raffinerie presenti in Italia sono localizzate nel sud-italia e nello specifico in Sicilia, Milazzo (ENI/Q8), Gela (ENI), Priolo (ERG/LUKOIL), Augusta (ESSO). L’utilizzo delle alghe ha ovviamente vantaggi diretti e indiretti quali: la prossimità geografica ai clienti, che consente di ridurre i costi di trasporto, di sviluppare relazioni dirette con i clienti, il risparmio idrico, in quanto la coltivazione non richiede acqua pulita; la valorizzazione ambientale, poiché non necessitando di acqua pulita, è possibile utilizzare le acque reflue consentendo contemporaneamente un risanamento ambientale; l’uso di ceppi algali puri che massimizzano la qualità del prodotto. Il team della società sarà formato da due Biologi, un Ingegnere e un Informatico retribuiti con uno stipendio in linea con lo standard del settore.

Per quanto riguarda la parte finanziaria, considerati i costi fissi e variabili da affrontare nell’arco di cinque anni, noi chiediamo un contributo di 800,000 € in modo da ammortizzarli e raggiungere il break-even al secondo anno di produzione. Nell’ultimo anno l’energia prodotta è stata del 67,2% da combustibili fossili e il 20,6% da fonti rinnovabili (geotermoelettrica: 1,6%, idroelettrica: 15,8%, fotovoltaico: 0,5%, eolico: 2,6%). Noi ci proponiamo di puntare su quel 20,6% di energia ottenuta da fonti rinnovabili al fine di incrementarlo con l’utilizzo di biomasse algali.