LB6P_050_+Me

Per partecipare al concorso i progetti vanno inviati entro:

Progetto proposto da Tania Moretta, Valerio Sperati e Beste Ozcan

Presso l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione ISTC (www.istc.cnr.it) è stato sviluppato un prototipo sperimentale di oggetto interattivo indossabile denominato "+me", indirizzato alla terapia dell'autismo (www.plusme.it) (www.istc.cnr.it/group/locen#research). I bambini affetti da autismo mostrano un significativo handicap nel dominio sociale, comunicativo e relazionale; in generale, hanno difficoltà a stabilire relazioni sociali, con evidenti ripercussioni negative sul loro sviluppo cognitivo. Lo scopo principale del "+me" è favorire, tramite il suo utilizzo durante le interazioni quotidiane col caregiver e durante la terapia, lo sviluppo di queste carenti abilità sociali e comunicative. Il "+me" si presenta esternamente come un morbido cuscino a forma di animale che può essere indossato attorno al collo. Al suo interno nasconde un'elettronica composta da un microcomputer, sensori di tatto, attuatori luminosi a LED, micro-altoparlanti. Quando il "+me" viene accarezzato e toccato, la zona interessata si illumina di un determinato colore ed emette un suono o una breve musica; queste sono stimolazioni sensoriali particolarmente efficaci sui bambini autistici, in quanto catturano immediatamente la loro attenzione e stimolano il loro interesse. Il dispositivo, alimentato da una batteria, è collegato tramite una connessione bluetooth ad un tablet; tramite una applicazione sviluppata appositamente, il terapista e/o il caregiver può in ogni momento intervenire sul comportamento del cuscino, cambiando ad esempio il tipo di colore emesso o il tipo di musica suonata. Questa possibilità di intervento da un grande vantaggio al terapista/ caregiver: egli infatti può:

1) adattare le risposte del "+me" al tipo di bambino, esplorando quali siano le stimolazioni particolarmente gradite da questo, e personalizzando di fatto l'oggetto per il paziente;
2) intervenire a distanza per interrompere eventuali comportamenti negativi stereotipati, tipici dell'autismo, cambiando ad esempio il tipo di risposta luminosa/sonora del "+me", o addirittura inibendola temporaneamente;
3) inventare una serie di giochi sociali che prevedano il contemporaneo intervento del bambino (che deve toccare una data zona per ottenere una risposta), e del terapista/ caregiver (che sceglie il tipo di risposta sensoriale). Quest'ultima caratteristica è il punto di forza del "+me": tali attività motivano lo sviluppo delle abilità sociali, possono stimolare l'apprendimento e la comunicazione con richieste di collaborazione e di relazione per ottenere dal "+me" risposte sensoriali gradite. Un miglioramento nello sviluppo delle capacità sociali e comunicative avrebbe una profonda ricaduta positiva sul processo di sviluppo mentale generale del bambino affetto da autismo. Il "+me" andrebbe a stimolare la relazione caregiver-bambino, terapeuta-bambino alla base della qualità della vita dello stesso, spendibile in diversi contesti della quotidianità come casa, scuola e strutture sanitarie.